Era bellissima e quest'anno avrebbe compiuto sessant'anni. E sarebbe stata ancora bellissima, ne sono sicura.
Invece se n'è andata, con gli occhi chiusi, a piedi nudi, nel tardo pomeriggio del 9 agosto 2000. Un tardo pomeriggio dorato.
Bellissimo come lo era lei.
Rosanna.
Ti amo sempre, mamma.
Un abbraccio alla mia mamma, che se n'é andata oggi, sette anni fa.
Per la sua tomba, quell'estate del 2000, ho scritto queste parole: " I tuoi occhi non si sono spenti. Erano laghi di stelle e la notte li ha rubati per cieli d'altri mondi ".
Ti voglio sempre bene, mamma.
E' passata una settimana dalla morte della mia Rosy.
E devo ringraziare tutti coloro che hanno avuto una parola per lei. Qui sul blog, sulla tag del mio sito, via email, sms, al telefono, di persona. Sono state tante le persone che mi hanno cercata e che hanno espresso autentica partecipazione, proprio come se mi fosse mancato un parente stretto. E, di fatto, é così.
In questi giorni mi é capitato di leggere di Marguerite Yourcenar e del suo amore per i cani. Ne ha avuti tanti, tutti amatissimi, e alla morte di uno di essi, investito da un'auto davanti a lei, scrisse: "Un piccolo atomo di gioia in meno nel mondo".
Già. E' proprio così.
Non credo che cancellerò mai il vuoto lasciato dal "mio" piccolo atomo. Nè il dolore per la sua vita così breve. Troppo breve. O l'amarezza per non averla magari portata a giocare in giardino prima, quel tale giorno, o averla sgridata più forte del dovuto, un altro...
Sono i cosiddetti sensi di colpa del senno di poi. La tristezza di non aver immaginato che sarebbe stata con me così poco...
Presto qui arriverà un altro piccolo atomo.
Non che io o mio padre si voglia dimenticare Rosy. Sarebbe impossibile. Pensiamo solo che occuparci di un cucciolo ci farà sentire un po' meno impotenti. Non abbiamo potuto salvare Rosy, non possiamo più tenerle compagnia.
Ma magari possiamo donare amore ad un'altra creatura che si é appena affacciata alla vita. Abbiamo anche i nostri cinque gatti. Ma abbiamo amore in eccesso, ci piacciono le grandi famiglie.
Così siamo andati al canile. C'erano due cucciolate. Abbiamo scelto una femminuccia bianca, con le macchie nere. Meditiamo di chiamarla Bea. Mi impegnerò a renderla felice come ho reso felice Rosy. Spero che vivrà una vita più lunga.
E spero di continuare a vedere Rosy.
Così come la vedo ora. Nelle stanze.
Accanto a me.
Questa mattina, poco prima delle 7,oo, la mia adorata Rosy se n'é andata per sempre. Era stata tanto male due settimane fa, problemi di respirazione, ma andava migliorando, stava recuperando. Questa mattina, appena sveglia, ha voluto correre in giardino, con mio padre. Poi rientrata in casa...
Un infarto.
Io dormivo ancora. E' stata la voce spezzata dal pianto di mio padre a svegliarmi di colpo. Mi chiamava. Ha detto "E' morta". Stupidamente io ho chiesto chi, anche se avevo capito. Solo che non volevo capire. "Rosy" ha risposto ed é tornato di sotto piangendo. Di solito mio padre é uno che piange in silenzio. L'unica volta in vita mia che l'ho visto e sentito piangere così é stato quando ha dovuto dirmi che per mia madre non c'erano più speranze...
Mi sono vestita in fretta, tanto che ho infilato il vestito alla rovescia, ma al piano inferiore mi sono bloccata prima della sala. Perché ho visto mio padre in ginocchio davanti al divano, ad accarezzare il suo povero cadaverino. Ne ho intravisto solo il pelo scomposto e non ho avuto il coraggio di andare oltre. Non la poteva vedere morta. Non la mia stellina.
Quando sono uscita per andare al lavoro mio padre stava scavando la buca della sua tomba. L'abbiamo sepolta nel giardino davanti, vicino al cancello, dove lei amava tanto stare, per guardare la gente passare ed abbaiare agli altri cani. Per seppellirla l'abbiamo avvolta nel plaid su cui dormiva sempre. Con lei un orsacchiotto e due dei suoi giocattoli di gomma, Pumba e Simba, i personaggi del Re Leone. Li aveva da piccolissima, erano i suoi preferiti.
Gli altri giochi li abbiamo messi in garage. Buttate le ceste colorate dove lei andava a frugare per sceglierli. Io ho tenuto il piccolo albero di Natale di gomma che le avevano regalato Roberta e i suoi bimbi e un gattino. Per ricordarmi di come si divertiva giocandoci.
Buttata anche la sua ciotola. Troppa sofferenza vedere le sue cose.
Io sono corsa da mia madre, al cimitero. Le ho chiesto di andarle incontro perché non abbia paura, perché é sempre stata con noi e potrebbe sentirsi sola, avere bisogno di carezze...
Ed oggi sono rincasata e lei non era sotto il portico a salutarmi e poi a seguirmi mentre mi toglievo le scarpe e mi lavavo le mani. Non c'era. Non ci sarà più. Anche se la vedo in ogni stanza. E' sotto quel piccolo tumolo accanto al muretto.
Qualcuno si stupirà di tanto dolore per un semplice cane...
Beh, non mi interessa. Perché non era un semplice cane.
Era Rosy, una creatura di pura gioia e puro amore. Un piccolo angelo che in sei anni ha donato un immenso, spontaneo, disinteressato calore a me e mio padre.
Penso che un essere vivente che ha regalato così tanta luce si meriti il mio dolore, le mie lacrime, un posto nella mia memoria.
E la mia gratitudine.
Grazie, stellina mia. Sei arrivata subito dopo che mamma se n'era andata. Ci hai ridato la capacità di ridere e di godere delle piccole cose. Abbiamo ricominciato anche grazie a te.
Ci mancherai così tanto... Ci manchi già e te ne sei andata solo da poche ore.
L'unica cosa che mi consola é che in questi anni sei stata tanto amata. Sei stata felice. E spero che il nostro amore ti segua dovunque tu sei...
Non ne ricordo mai i dettagli, ma so che sogno mia madre ogni notte. So che parliamo, che facciamo delle cose insieme, come quando era viva. Ogni notte, nessuna esclusa.
Spero che d'ora in poi con lei, nei miei sogni, ci sarà anche Rosy.
Magari a correre abbaiando, con le sue zampette corte e gli occhi a bottoncino sempre luminosi e sorridenti.
Lo spero con tutto il cuore.
Ti voglio bene, piccolina.
(ps: se chi sta leggendo, volesse salutare la mia piccola, c'é un suo ritratto tra le foto).