E' un sacco di tempo che non scrivo sul blog, lo so... E vi giuro che di cose da dire e raccontare, su cui riflettere, ne ho avute tante, in questi mesi, ma... un giorno dopo l'altro, il tempo è passato e ogni volta avevo spento il pc senza passare dal blog...
Oggi però è doveroso che scriva almeno due righe. Perché è il compleanno della mia personale musa ispiratrice, David Boreanaz, altrimenti noto come "The Man" o "Big D".
Ho già spiegato altre volte, credo, il perché lo considero la mia musa. Da che è entrato nella mia vita, nella (triste per altri motivi) estate del 2000, non ne è mai uscito e vi ha portato ininterrottamente fantasia, stimolo creativo, sogni, risate, emozioni, nuove esperienze e soprattutto varie persone che ora sono diventate importanti e fondamentali per me.
Senza di lui non avrei mai conosciuto Roberta, Michela, due delle mie migliori amiche, e tutte le mie varie, deliziose lettrici o tutti i fans con cui ho fatto o sto facendo amicizia tuttora. Dal mondo del virtuale lui mi ha dato accesso al mondo dei legami affettivi reali.
Un segno tangibile che la fantasia, se usata bene, è un mezzo potente per restare con i piedi per terra e vivere.
Per cui, anche se non lo conosco di persona, non mi vergogno di affermare che voglio molto bene a David. Forse non all'uomo che veramente è, ma sicuramente all'attore, ai suoi personaggi.
Che non finiscono mai di stupirmi, avvincermi, offrirmi spunti per nuove storie, nuove riletture, nuovi arrangiamenti delle vicende umane.
Ricordo ancora la prima volta che l'ho visto, nel pilot di "Buffy The Vampire Slayer", in una seconda serata domenicale di giugno. Non sapevo ancora che di lì a poco tempo la mia vita sarebbe tristemente cambiata e che i due episodi settimanali di "Buffy" avrebbero rappresentato una sorta di oasi nel caos. Era un ragazzo alto e magro, con una camicia bianca e una giacca di velluto, il sorriso sghembo e una bellezza poco americana. E sono rimasta immediatamente folgorata dal suo personaggio.
Un vampiro che si chiamava Angel. Un paradosso.
Io adoro i paradossi.
Un vampiro irlandese. Proprio dell'Irlanda dell'Ovest che avevo sempre sognato come meta di un viaggio. Con un claddagh, l'anello tradizionale irlandese di cui conservavo una foto nella speranza di poterne avere uno un giorno.
Un vampiro maledetto, punito un'anima. Che un tempo era stato Angelus, il vampiro più malvagio di tutti o quasi.
Heathcliff che incontrava Rochester, con un tocco di Mr Darcy.
L'avevano praticamente creato per me!
E per David. Che lo ha incarnato per otto anni meravigliosi, crescendo con lui, maturando e diventando sempre più bravo, sempre più intenso.
Quando "Angel" ha chiuso, ero determinata a seguire la carriera di David qualsiasi direzione avesse preso. Ormai era uno di famiglia, per me. Ma confesso che non mi aspettavo che avrebbe trovato un altro personaggio all'altezza di Angel.
Mi sbagliavo.
Angel resta Angel, ovviamente. Ed è tuttora nel mio cuore.
Ma lo occupa insieme all'agente speciale Seeley Booth.
Che puntata dopo puntata, stagione dopo stagione, mi sta confermando sempre più di essere davvero speciale. E non solo come agente dell'FBI.
Specie dopo l'episodio andato in onda in America la settimana scorsa.
Sapevo cosa doveva succedere da cinque mesi ormai, da prima dello sciopero degli sceneggiatori che aveva bloccato tutte le produzioni d'oltreoceano. Per tutti questi mesi di attesa ne avevo discusso e speculato sui forum... però, ugualmente ho scoperto di non essere preparata.
E sono stata abbattuta come un albero.
Credo che se una serie riesce a gelarti il sangue anche quando sai già quello che accadrà, significa che è davvero una buona serie. Hart Hanson e i suoi sceneggiatori sanno come raccontare, David e gli altri attori sanno come arrivarti al cuore.
Sicuramente Seeley Booth è arrivato al mio.
Non è Heathcliff che incontra Rochester, con un tocco di Mr Darcy. Lo scettro di personaggio oscuro/gotico/romantico è ancora tutto di Angel.
Lui è semplicemente Seeley Booth.
Un uomo. E basta.
Non è poco.
Grazie David, anche per lui.
E per tutti i personaggi che spero verranno in futuro. Ora ho fiducia che potranno essere altrettanto straordinari.
Cento di questi giorni, Big D!
Poiché questo blog é nato con l'intenzione di essere una specie di diario, devo anche concedermi, come dicono in America, un momento puramente squeee!!! da indomita fan-girl. Dato che nei giorni passati si é tanto opinato di passione... beh, é sicuramente passione anche questa. Di quella che non si indebolisce e anzi si rinforza.
Ok. Chi passa di qui per caso non avrà capito un tubo.
Chi mi conosce, avrà invece sicuramente capito (se non l'ha capito, lo capirà ora) che mi riferisco a David Boreanaz.
Xchio, webmistress del sito di Bones Italia, e ormai praticamente una sorta di mia agente pubblicitaria ufficiale, dato che sta diffondendo i miei video e le mie ff in ogni dove, ha scritto questa cosa su Youtube, rispondendo ad un'utente che aveva apprezzato una di queste mie creazioni: "She's a genius when it comes to David Boreanaz ".
Oddio, genio mi sembra esagerato, ma c'é un fondo di verità in questa frase. Ogni artista, anche il più piccolo ed infimo, necessita di una musa. La mia musa é David.
Con lui e i suoi personaggi come fonte di ispirazione, posso fare qualsiasi cosa. E non é un segreto per nessuno che da quando é entrato - almeno virtualmente - nella mia vita, insieme a lui sono arrivate persone, esperienze e soddisfazioni totalmente nuove. David non ne ha idea, ma mi ha cambiato l'esistenza. Quella vera.
E' veramente la mia musa. Indiscutibile.
E alle muse é doveroso anche rendere onore al merito.
Per qualche giorno, ai primi di giugno, David ha recitato in un piccolo teatro del Greenwich Village, a New York. Si trattava delle Stories left to tell di Spalding Gray. Per la cronaca Gray era un attore noto soprattutto per i suoi monologhi sulla propria vita. Dopo il suo suicidio, la moglie ha raccolto i monologhi inediti e ha dato il via a queste Stories left to tell, dove i monologhi sono divisi per le diverse componenti dell'esistenza di Gray, per esempio l'amore, la famiglia, la carriera, ecc. Ogni fase é affidata ad un attore od un'attrice fissi, tranne che per la carriera: quella é affidata ad attori sempre differenti. Lo hanno fatto anche Richard Gere, Whoopi Goldberg e Steve Buscemi, per citare qualche nome.
Questa volta é toccata a David.
Su live journal e forum si stanno accumulando reviews su reviews delle fortunate fans che hanno potuto vederlo dal vivo. Ed ovviamente sono tutte stra-positive. Ma ritengo che non lo siano perché di parte, fatte da donne adoranti. Un paio di loro sono state così gentili da registrare la performance di David e metterla su Internet in formato mp3, per condividerla con tutti. E posso assicurare, dopo averla ascoltata, che non solo David é stato molto bravo, ma che il pubblico rideva. Rideva tanto. Peccato avere solo l'audio. I reportage sono tutti unanimi nell'assicurare che la sua imitazione di Richard Nixon era esilarante.
Per cui onore a David. Applausi ed un pizzico di orgoglio, per me che lo seguo da sette anni. Il ragazzo sta crescendo e sta crescendo bene.
E' la mia musa anche a livello maschile (con i dovuti limiti, s'intende).
A questo proposito voglio citare la webmistress di Makd.livejoural che lo ha visto dal vivo e racconta che:
He’s tall. Like, you know...tall...almost imposing in height.
Appunto. Lo so che poi Roberta mi bacchetta e mi scudiscia perché dice che mi perdo le occasioni (infatti voi lo ignorate ma io respingo ogni giorno orde di uomini di media altezza che tentano di abbattere il cancello e le porte di casa mia, reclamandomi a gran voce), ma non ci posso fare niente. ADORO gli uomini alti e imponenti. Mea culpa.
He’s graceful. He moves well. He doesn’t move dorkily or goofily. He’s neat - the way you expect a former athlete to move. It’s nice to watch.
Ok. Questo magari non é indispensabile, ma ammetto che l'uomo che sa muoversi in maniera elegante mi intriga. Il più delle volte lo trovo sexy.
He has a great sense of comic timing. You can’t learn timing if you don’t already have it; you can only hone it. He has it.
Ecco un'altra cosa che adoro in un uomo: tempi comici a parte, il senso dell'umorismo. Non costruito, ma proprio naturale. Mi piace l'uomo divertente.
Qualche altra nota della webmistress:
He is nicely-built.
Vabbé. Si sapeva. Di default.
He was nervous - he spoke a bit rushed, then slowed down as the performance progressed.
E' vero. L'ho sentito anch'io nell'mp3.
This is one smart dude: don’t let his good looks fool you. There’s a capacious brain under the hood.
Mai dubitato.
He’s ....dudes: he’s a pretty man. Pretty, pretty, pretty. As good-looking as he is on TV/in film? He’s MUCH better-looking in RL.
ARGH. Qui preferisco non commentare. Sottolineo solo che non é la prima che lo dice. Quindi sospetto fortemente che sia vero.
Ma, detto ciò, come si fa a non assumerlo come musa a tempo indeterminato?
Chiudo con le stesse parole della suddetta webmistress:
I’m proud to be a fan of DB.