The diary of Tendresse

Diario dell'ultima delle romantiche. O della prima delle ciniche. Dipende dai giorni.
martedì, 31 luglio 2007

Precisazione per Roberta

Allora...

Sono stata rimproverata da Roberta per queste parole.

Roberta ha avuto l'occasione di assistere ad un mio "principio" di incazzatura, mentre ero da lei. Era solo un principio, però. Una cosa lieve. Spero che questo la spaventi abbastanza da non farmi incazzare totalmente in futuro

Secondo lei ora tutti penseranno che é una pessima ospite che fa incazzare i suoi invitati.

Ora... mi chiedo... qualcuno l'ha pensato?

Una persona?

Roberta?

Sì, mi sa che l'ha pensato solo lei.

E se l'ha pensato qualcun altro, beh... Siete in malafede e leggete troppo di fretta.

Io infatti non ho scritto una sola sillaba sul motivo del mio principio di incazzatura. Leggete attentamente (Robé, specialmente tu): "Roberta HA AVUTO L'OCCASIONE DI ASSISTERE ad un mio principio di incazzatura, MENTRE ero da lei".

Cosa suggeriscono queste parole?

Che mentre io mi trovavo a casa di Roberta mi sono lievemente arrabbiata e lei ha assistito. Ho forse scritto che la causa era lei?

NO.

Uno si può arrabbiare per 1500 motivi.

Anche l'anno scorso, ospite a casa della mia amica Michela di Napoli, io mi incazzai (incazzatura di media entità, peggiore di quella vista da Roberta) e alla cosa furono presenti non solo Michela ma anche altre due amiche. Ma non erano mica state loro la causa.

Le motivazioni in effetti non erano al centro del mio commento.

Stavo parlando di me, del mio carattere (cribbio, é o non é il mio diario, questo??)

Sono una che dice sempre le cose come stanno, che si infervora nei discorsi, ma difficilmente mi si vede arrabbiata. Domandate a chi mi conosce di persona: quante volte mi hanno vista veramente arrabbiata?

Poche. Molti probabilmente nessuna.

Anche Roberta non mi aveva mai vista arrabbiata. E questa, ripeto, é stata un'incazzatura di lieve entità.

Per cui ho scritto il resto: "Spero che questo la spaventi abbastanza da non farmi incazzare totalmente in futuro".

E lo ribadisco. Ora che le é capitato di vedermi incazzata UN MINIMO, spero che se ne ricordi per il futuro, casomai ci capitasse di litigare, così da evitare la versione "wide-screen" della mia incazzatura.

Insomma, succede anche nelle migliori famiglie, no?

Capiterà pure a noi di litigare, un giorno o l'altro, no, Robé?

Ora sai come sono quando sono "lievemente" arrabbiata... Prima non lo sapevi. Ora sì. Ti potrebbe servire saperlo.

Me entiende?

Ci siamo comprese ora?

Era un commento che riguardava i miei livelli di incazzatura generali, non il periodo trascorso a casa tua in sé e le tue doti di ospite.

Robé, rilassati. Chiunque sia stato a casa tua sa che sei un'ottima ospite. E a chi non ti conosce, lo dico io. Lo sei. Tanto é vero che tra quindici giorni vengo a trovarti nella casa al mare. Se pensassi che sei una cattiva ospite, che ci verrei a fare?

postato da: Tendresse72 alle ore 15:14 | link | commenti (7) | commenti (7)
categorie: amicizia
giovedì, 19 luglio 2007

Una settimana dopo

E' passata una settimana dalla morte della mia Rosy.

E devo ringraziare tutti coloro che hanno avuto una parola per lei. Qui sul blog, sulla tag del mio sito, via email, sms, al telefono, di persona. Sono state tante le persone che mi hanno cercata e che hanno espresso autentica partecipazione, proprio come se mi fosse mancato un parente stretto. E, di fatto, é così.

In questi giorni mi é capitato di leggere di Marguerite Yourcenar e del suo amore per i cani. Ne ha avuti tanti, tutti amatissimi, e alla morte di uno di essi, investito da un'auto davanti a lei, scrisse: "Un piccolo atomo di gioia in meno nel mondo".

Già. E' proprio così.

Non credo che cancellerò mai il vuoto lasciato dal "mio" piccolo atomo. Nè il dolore per la sua vita così breve. Troppo breve. O l'amarezza per non averla magari portata a giocare in giardino prima, quel tale giorno, o averla sgridata più forte del dovuto, un altro...

Sono i cosiddetti sensi di colpa del senno di poi. La tristezza di non aver immaginato che sarebbe stata con me così poco...

Presto qui arriverà un altro piccolo atomo.

Non che io o mio padre si voglia dimenticare Rosy. Sarebbe impossibile. Pensiamo solo che occuparci di un cucciolo ci farà sentire un po' meno impotenti. Non abbiamo potuto salvare Rosy, non possiamo più tenerle compagnia.

Ma magari possiamo donare amore ad un'altra creatura che si é appena affacciata alla vita. Abbiamo anche i nostri cinque gatti. Ma abbiamo amore in eccesso, ci piacciono le grandi famiglie.

Così siamo andati al canile. C'erano due cucciolate. Abbiamo scelto una femminuccia bianca, con le macchie nere. Meditiamo di chiamarla Bea. Mi impegnerò a renderla felice come ho reso felice Rosy. Spero che vivrà una vita più lunga.

E spero di continuare a vedere Rosy.

Così come la vedo ora. Nelle stanze.

Accanto a me.

postato da: Tendresse72 alle ore 20:13 | link | commenti (1) | commenti (1)
categorie: pensieri, amore, animali, amicizia, dolore
giovedì, 14 giugno 2007

Amiche di salvataggio

Ultimamente sto leggendo un po' di romanzi italiani, quelli del filone delle Bridget Jones di casa nostra. Per curiosità, più che altro. Io scrivo storie di genere rosa e mi domandavo quali prodotti riescano a sfondare nell'editoria...

Cominciamo da un libro che ho terminato qualche giorno fa, "Amiche di salvataggio" di Alessandra Appiano.

Lo dico subito, non mi é piaciuto granché. Lo stile non mi ha coinvolta (troppe parole gergali, tutto troppo sintetico). La storia l'ho trovata amara e abbastanza deprimente. Gli uomini di questo libro ne vengono fuori al 90% malissimo. Le donne sono tutte stanche e depresse e ripetono spesso - un po' troppo spesso - che la vita é una fregatura ed oltretutto sta passando (se una ne é già conscia, non le fa bene leggerlo).

Se questo libro rispecchia la nostra attuale società e il nostro attuale modo di vivere i rapporti, ammetto di essere sul preoccupato...

Qualche guizzo comunque c'era e sicuramente mi ha dato da riflettere.

Perché dico che gli uomini ne escono malissimo?

Beh, le protagoniste del libro sono un gruppo di amiche e colleghe dislocate in varie città italiane, che si tengono in contatto via email o telefono (l'ho comprato per questo) e ce ne fosse una, dico una, con un uomo "sano" accanto...

Ilaria, 38 anni, giornalista di Milano, dopo un matrimonio in giovane età con uno scrittore molto più vecchio di lei, ora sta con un produttore puttaniere che non resiste alle belle ragazze.

Mariana, anche lei 38enne, professoressa di matematica in quel di Bologna, dopo essere stata piantata in asso dal suo grande amore giovanile, si é sposata con un altro, ha scodellato tre figli in quattro anni e... e una sera suo marito le confessa di avere una relazione clandestina che dura ormai da un anno, ovviamente con una venticinquenne.

Daria, sempre 38enne, ragazza-madre di Torino, autrice per la tv, dopo un lungo periodo di deserto sentimentale, ha intrapreso una relazione con un 54enne che lei chiama lo "sposato&soddisfatto", uomo di potere, elegante, come chiarisce il nomignolo sposatissimo. La sua é la vicenda più amara. Lei si innamora follemente e lui le dice cose del tipo che l'amore vero é quello che fanno loro, che non esiste niente altro (frase che ho trovato inquietantissima... esiste forse un manuale delle banalità che la Fata Turchina mette nella culla dei maschietti, alla nascita?), ecc. Ma naturalmente é un buco nell'acqua e finisce tutto in modo veramente triste e squallido.

Poi c'é Roberta, ventiseienne collega di Ilaria, a Milano. Il "suo" uomo non riguarda propriamente la sua vita amorosa (anche se é una delle "conquiste" del produttore che sta con Ilaria), ma piuttosto é suo padre. Un regista che ha mollato sua madre durante la gravidanza e non mai riconosciuto Roberta. E quando la incontra, lungi dall'accorgersi che é sua figlia, addirittura ci prova con lei.

Ehm, che panorama, eh?

L'idea carina del libro é che tutte queste donne scottate e ferite (a parte Daria che resta a Torino con il figlio, a leccarsi le ferite da sola) decidono di trasferirsi in massa a Roma, in un enorme appartamento vicino a Piazza Navona e di vivere insieme. Sembra bello, no?

Quante volte si dice che l'amicizia é più forte e salda dell'amore... E che bello pensare di vivere con le tue amiche, di supportarvi l'una con l'altra...

Cosa non mi ha convinta?

Che il tutto ha il sapore di un'illusione, della fuga di un gruppo di donne dai loro fallimenti. Non sa di libertà, non sa di vittoria. E nell'ultima pagina un paragrafo dice così : "Affare fatto. Ma quanti affari si fanno nella vita di adulti, quanto poco durano i surrogati, i giochi infantili. (...). Tutti se ne vanno, prima o poi. Tutto scorre senza lasciare traccia".

Sul retro della copertina c'é scritto che il romanzo é ironico, divertente, frizzante. Ecco... a me proprio non é sembrato così.

postato da: Tendresse72 alle ore 13:21 | link | commenti (3) | commenti (3)
categorie: amore, libri, amicizia
venerdì, 08 giugno 2007

L'insostenibile leggerezza della passione

Torno dal lavoro. Scarico la posta.

E scopro che una mia cara amica ha finalmente vissuto la bella esperienza fisica (e da come ne parla anche emotiva) che agognava da mesi. Un percorso non privo di spine, ma intanto l'esperienza l'ha vissuta.

Ed io cosa posso dire se non che la invidio brutalmente?

Ahimé, é proprio in questo che credo. Mi possono parlare di scelte meditate, razionali, ecc. ecc. Ma quello che per me conta é il sangue, il calore, il contatto, la pelle. Il richiamo animale dell'ormone, insomma.

Senza quello, é il deserto dei tartari. L'horror vacui.

Perlomeno la penso così adesso. Magari quando dovessi aver esplorato la passione nelle sue forme migliori, ne sarò sazia e mi dirò "Ok, ora posso adeguarmi ad un rapporto pacifico e tranquillo, dove conta la concretezza e non l'emozione, ecc. ecc.".

Possibile. Però se prima non provo la passione, il resto per me non ha nessun senso. Se mi viene consentito un paragone azzardato, sarebbe come diventare nonna, senza prima essere stata madre.

La fonte della mia brutale (sì, sì, brutalissima!!!! ) invidia per la mia amica, é che so con cupa certezza che per me una tale liberatoria esperienza é praticamente impossibile. Per una serie di lunga considerazioni, che non posso scrivere in quanto

a) sarei volgare

b) devo lavare i piatti

c) chi dovesse leggere questo blog (e sono i soliti noti... anzi le solite note ) conoscono tali considerazioni talmente a memoria che forse se lo sognano di notte...

Quindi non mi resta che essere felice per la mia amica. Che almeno lei ha ottenuto ciò che desiderava (ed ovviamente continuerò ad avere invidiosi, brutali pensieri in proposito )

postato da: Tendresse72 alle ore 13:43 | link | commenti (6) | commenti (6)
categorie: amore, amicizia, sesso
giovedì, 07 giugno 2007

Di Roberta, di Lui, della pratica e della teoria

Riflettevo su una cosa che mi é stata detta oggi.

Io ho un'amica, Roberta, che é diversa da me come il giorno dalla notte. Lei ha sempre voluto sposarsi e avere una famiglia, sin da quando era giovanissima. Con questa idea in testa, ha perseguito il suo scopo e si é trovata un uomo con cui costruire il progetto che già prima aveva in testa.

Dal canto mio, io al matrimonio non ci ho proprio mai pensato. E' sempre stato qualcosa di nebuloso, opzionale e lontano per me. Qualcosa di cui non mi sono mai percepita possibile protagonista.

Perché?

Perché non visualizzavo l'uomo accanto a me. Mi mancava l'Individuo. La Persona. In altre parole, se io non ho un uomo che mi faccia desiderare il matrimonio, non desidero proprio il matrimonio. Punto. Mi pare semplice.

L'ho detto anche a Roberta. Che siamo diverse. L'amore per lei é nato di conseguenza al suo desiderio di formare una famiglia. Per me é il contrario: il desiderio di formare una famiglia deve nascermi dall'amore per UN uomo. Quell'uomo lì. Proprio Lui.

Roberta mi ha risposto: "E' molto bello nella teoria, ma non so quanto possa funzionare nella pratica".

EH???

Non ho mica capito.

Cosa c'entrano la teoria e la pratica?

Io attualmente non penso al matrimonio (perché dovrei? Non sono innamorata, come ormai sanno anche i sassi di fiume). Se mi innamorassi magari Lui finirebbe col farmici pensare.

In conclusione, mi serve Lui.

Se ho Lui, possono venirmi in testa un sacco di idee che adesso ancora non ho. E' Lui l'inghippo. L'anello mancante. L'alpha e l'omega.

Senza di Lui non vedo il motivo di fare progetti che prevedono la sua fondamentale partecipazione.

Quindi di che caspita parlava Roberta????

postato da: Tendresse72 alle ore 20:01 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: amore, amicizia

Chi sono

Utente: Tendresse72
Sono una narratrice di storie, che ama far sognare chi ha voglia di ascoltarla. Se ci riesco, sogno un po' anch'io. Aspetto ancora chi sia capace di far sognare me.

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