Gli dico solo ciao.
Non posso dire addio a Paul Newman.
Era l'attore preferito di mia madre, insieme a Rock Hudson. Sono cresciuta con i loro film, specie quelli degli anni '50 e '60.
Non li posso dimenticare. Non posso dimenticare Paul. E i suoi occhi blu e il suo sorriso beffardo saranno sempre vivi per me.
Stranamente (non sono tante le coppie di Hollywood che trovo ben assortite) amavo anche sua moglie. Joanne Woodward, bella ma non solo bella, con quel visetto simpatico e spiritoso. Un'attrice di talento.
Li ricordo insieme nel film che li fece incontrare, lo splendido "La lunga estate calda". Ma anche nella deliziosa commedia "Missili in giardino", o nell'intenso "Dalla terrazza", dove interpretavano una coppia scoppiata che alla fine si separava nel rancore (un film che mia madre adorava).
Ho amato molto Paul anche nei film tratti dalle opere di Tennessee Williams. "La gatta sul tetto che scotta" per me è un must. Lo conosco quasi a memoria. E di recente ho riscoperto "La dolce ala della giovinezza", dove lui impersona l'irresistibile, fascinoso Chance (mai nome fu più azzeccato), un autentico, dolceamaro, doloroso bad guy (Elvis Presley rifiutò questo ruolo proprio perché troppo negativo). Il film fu vietato ai minori di 18 anni, all'epoca... Che è quasi buffo se si pensa che la censura americana aveva fatto cambiare il finale dell'opera teatrale, sostituendolo con uno molto blando e un po' banale, mentre quello vero... beh, era "castrante". E la parola non è scelta a caso.
Paul, comunque, è stato grandioso sino alla tarda età.
Sempre con i suoi occhi trasparenti e quella faccia un po' così.
Il lacrimevole e un po' in eccesso di glucosio "Le parole che non ti ho detto" è illuminato dalla sua partecipazione come padre di Kevin Costner.
E non posso non citare il suo ultimissimo ruolo, nel bellissimo "Era mio padre". L'indimenticabile dignità con cui attende che Tom Hanks gli spari.
L'ultima scena.
Ma solo in senso tecnico, Paul.
Tu non smetterai di essere il grande attore che sei stato.
Non per me, non ogni volta che rivedrò un tuo film.
Ciao, dunque.
E grazie.
