Mi aggancio a qualcosa che ha scritto Roberta nel suo blog:
"Questa settimana ho avuto un'interessante discussione sull'eros con
un uomo intelligente che mi ha detto che per conoscere davvero
l'erotismo bisogna davvero conoscere molti corpi, che uno o due o
anche tre non bastano".
Uhmm... Uhmm... Uhm...
Con tutto il rispetto per il signore intelligente in questione, che io non conosco, non sono per niente d'accordo con lui. Credo che in ciò che ha affermato ci sia un grosso errore concettuale. Ovvero l'accostamento delle parole "vero erotismo" alla parola "corpi". Questo è un controsenso.
E spiego perché.
Non metto in dubbio che conoscere molti corpi renda molto esperti nel sesso. Nella sua accezione fisiologica, tecnica, pratica. Se io ho molte relazioni sessuali con diversi uomini, sperimenterò misure e prestazioni diverse, tempi di durata diversi, tanti modi di eccitarsi, atteggiamenti svariati nel prima, nel durante e nel dopo, nelle fantasie. Ecc.
Per cui non metto in dubbio che questo signore, se veramente ha avuto l'opportunità di conoscere molti corpi, ne sappia parecchio davvero di sesso.
Tanto di cappello.
Ma è questo il vero erotismo?
Ovvero l'erotismo passa per il corpo... o piuttosto passa soprattutto per la mente?
Il signore più che di erotismo stava secondo me parlando di carnalità.
Ho sempre pensato infatti che l'erotismo, quello vero, sia un puro fatto mentale, che poco abbia a che fare con l'attività sessuale. Non a caso esiste una netta distinzione tra erotismo e pornografia.
E trovo un tantino discriminante che secondo taluni modi di pensare il vero erotismo possa essere pane solo per coloro che hanno la fortuna (o la superficialità in alcuni casi) di sperimentare molti letti.
L'erotismo per me è un'idea, un modo di pensare, di guardare, di sentire, di percepire gli altri. L'erotismo sta in un modo di camminare, in un gesto, in un tono di voce, nell'intenzione dietro una carezza, nella seduzione che traspare dalle caratteristiche uniche dell'altro.
Davvero per capire questo è necessario sperimentare molti corpi?
Rammento una scena molto bella di uno dei film che preferiva mia madre, "I Ponti di Madison County". Conoscete la storia?
Meryl Streep interpreta una casalinga di origine italiana sposata da tempo con un agricoltore della profonda America rurale. Hanno due figli adolescenti. Lui è stato probabilmente il suo unico fidanzato. Insomma questa donna è un chiaro esempio di persona che l'amico di Roberta definirebbe impossibilitata a conoscere il vero erotismo, giusto?
Beh, accade che la famiglia di questa tranquilla casalinga parte per una fiera del bestiame. Staranno via cinque giorni. E in questi giorni, lei incontra per caso un fotografo del National Geografic. Lui è da quelle parti per fotografare i famosi ponti coperti della zona. E... sì, insomma, la natura fa il suo corso e la tranquilla casalinga trascorre cinque giorni parecchio interessanti.
Pensate che ora io scriva che con questo amante lei ha finalmente scoperto il vero erotismo?
No. Non è questo il punto.
Penso ad una singola scena. Accade prima che loro abbiano "consumato". Lei fa il bagno nella vasca dove poco prima lui ha fatto la doccia. E' stesa nel bagnoschiuma e osserva pigramente le gocce che ancora cadono lente dalla doccia. E...
"Realizzai che lui era stato lì, solo pochi minuti prima. Stavo stesa nell'acqua che era scivolata lungo il suo corpo e trovai questo intensamente erotico".
Già. Ecco qua la risposta. Ecco quello che intendo.
Ecco dove io e l'amico di Roberta divergiamo completamente.
Ecco che la tranquilla casalinga, nonostante abbia conosciuto in quel momento solo un corpo, vive un momento di puro, totale, intenso erotismo.
Perché è proprio questo. L'idea, la sensazione, la fantasia, l'aspettativa, l'intenzione, il brivido. La mente che si eccita. Che si prepara alla carnalità. Che si educa al desiderio.
Me lo chiedo perciò un'altra volta e lo chiede anche a voi: occorre davvero conoscere tanti corpi per conoscere l'erotismo?
