The diary of Tendresse

Diario dell'ultima delle romantiche. O della prima delle ciniche. Dipende dai giorni.
lunedì, 19 novembre 2007

L'erotismo... questo sconosciuto?

Mi aggancio a qualcosa che ha scritto Roberta nel suo blog:

"Questa settimana ho avuto un'interessante discussione sull'eros con
un uomo intelligente che mi ha detto che per conoscere davvero
l'erotismo bisogna davvero conoscere molti corpi, che uno o due o
anche tre non bastano".

Uhmm... Uhmm... Uhm...

Con tutto il rispetto per il signore intelligente in questione, che io non conosco, non sono per niente d'accordo con lui. Credo che in ciò che ha affermato ci sia un grosso errore concettuale. Ovvero l'accostamento delle parole "vero erotismo" alla parola "corpi". Questo è un controsenso.

E spiego perché.

Non metto in dubbio che conoscere molti corpi renda molto esperti nel sesso. Nella sua accezione fisiologica, tecnica, pratica. Se io ho molte relazioni sessuali con diversi uomini, sperimenterò misure e prestazioni diverse, tempi di durata diversi, tanti modi di eccitarsi, atteggiamenti svariati nel prima, nel durante e nel dopo, nelle fantasie. Ecc.

Per cui non metto in dubbio che questo signore, se veramente ha avuto l'opportunità di conoscere molti corpi, ne sappia parecchio davvero di sesso.

Tanto di cappello.

Ma è questo il vero erotismo?

Ovvero l'erotismo passa per il corpo... o piuttosto passa soprattutto per la mente?

Il signore più che di erotismo stava secondo me parlando di carnalità.

Ho sempre pensato infatti che l'erotismo, quello vero, sia un puro fatto mentale, che poco abbia a che fare con l'attività sessuale. Non a caso esiste una netta distinzione tra erotismo e pornografia.

E trovo un tantino discriminante che secondo taluni modi di pensare il vero erotismo possa essere pane solo per coloro che hanno la fortuna (o la superficialità in alcuni casi) di sperimentare molti letti.

L'erotismo per me è un'idea, un modo di pensare, di guardare, di sentire, di percepire gli altri. L'erotismo sta in un modo di camminare, in un gesto, in un tono di voce, nell'intenzione dietro una carezza, nella seduzione che traspare dalle caratteristiche uniche dell'altro.

Davvero per capire questo è necessario sperimentare molti corpi?

Rammento una scena molto bella di uno dei film che preferiva mia madre, "I Ponti di Madison County". Conoscete la storia?

Meryl Streep interpreta una casalinga di origine italiana sposata da tempo con un agricoltore della profonda America rurale. Hanno due figli adolescenti. Lui è stato probabilmente il suo unico fidanzato. Insomma questa donna è un chiaro esempio di persona che l'amico di Roberta definirebbe impossibilitata a conoscere il vero erotismo, giusto?

Beh, accade che la famiglia di questa tranquilla casalinga parte per una fiera del bestiame. Staranno via cinque giorni. E in questi giorni, lei incontra per caso un fotografo del National Geografic. Lui è da quelle parti per fotografare i famosi ponti coperti della zona. E... sì, insomma, la natura fa il suo corso e la tranquilla casalinga trascorre cinque giorni parecchio interessanti.

Pensate che ora io scriva che con questo amante lei ha finalmente scoperto il vero erotismo?

No. Non è questo il punto.

Penso ad una singola scena. Accade prima che loro abbiano "consumato". Lei fa il bagno nella vasca dove poco prima lui ha fatto la doccia. E' stesa nel bagnoschiuma e osserva pigramente le gocce che ancora cadono lente dalla doccia. E...

"Realizzai che lui era stato lì, solo pochi minuti prima. Stavo stesa nell'acqua che era scivolata lungo il suo corpo e trovai questo intensamente erotico".

Già. Ecco qua la risposta. Ecco quello che intendo.

Ecco dove io e l'amico di Roberta divergiamo completamente.

Ecco che la tranquilla casalinga, nonostante abbia conosciuto in quel momento solo un corpo, vive un momento di puro, totale, intenso erotismo.

Perché è proprio questo. L'idea, la sensazione, la fantasia, l'aspettativa, l'intenzione, il brivido. La mente che si eccita. Che si prepara alla carnalità. Che si educa al desiderio.

Me lo chiedo perciò un'altra volta e lo chiede anche a voi: occorre davvero conoscere tanti corpi per conoscere l'erotismo?

postato da: Tendresse72 alle ore 17:31 | link | commenti (9) | commenti (9)
categorie: erotismo

Commenti
#1   19 Novembre 2007 - 18:07
 
Ah Fra' a scanso di equvoci non è così amico mio;)...ma è un ragazzo intelligente...e comunque io gli ho detto le stesse cose che dici tu;)
Bacio!
Roberta
utente anonimo

#2   19 Novembre 2007 - 19:09
 
sono pienamente d'accordo con te, l'erotismo è qualcosa che prescinde dalla carnalità e dal fare sesso in sè per sè............. è la fantasia che viene prima dell'azione, è l'attesa, l'aspettativa, e prescinde dall'esperienza: si può avere avuto mille esperienze altamente e soddisfacentemente erotiche (come è successo a me fino alla bellezza dei 22 anni...) senza aver mai fatto sesso e senza aver avuto la benchè minima esperienza...
Fidati, quel signore così intelligente in quel momento stava solo gratificando il suo uccello sfoggiando le tante esperienze, e poi chissà se gli sono piaciute davvero tanto!
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#3   20 Novembre 2007 - 08:25
 
Vabbé dai Sweeth adesso non è che dobbiamo pero' sminuire le esperienze e le sensibilità altrui...ognuno le cose le vede a modo suo...

Bacio!
Roberta
utente anonimo

#4   20 Novembre 2007 - 13:17
 
Robé, però non è questione di sensibilità o di intelligenza. Io non metto in dubbio la sensibilità e l'intelligenza del tizio in questione, ma sta di fatto che ha usato il termine sbagliato. Conoscere tanti corpi ti fa conoscere meglio il sesso, ma l'erotismo è un'altra cosa, che non dipende dalla quantità nè dall'atto carnale in sè.
Detto questo... vabbé, pure io però ho pensato che il ragazzo è un bel furbastro. Intelligente, concordo. La teoria del "molti corpi = conoscenza del vero erotismo" è una buona giustificazione per molte cose. ;-)
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#5   20 Novembre 2007 - 13:26
 
Un'aggiunta per Roberta: in effetti io però faccio un discorso differente anche dal tuo. Tu hai ribattuto al tuo "amico" che per te invece occorrevano grandi amori, rapporti autentici, ecc. Ma io sostengo ancora un'altra cosa: secondo me l'erotismo non c'entra nemmeno con l'amore. Si può vivere un'esperienza di vero erotismo anche con un completo sconosciuto. Dipende dalle circostanze, da ciò che scatta nella mente e nei sensi. Il punto è che l'erotismo, secondo me, di per sé non c'entra nè con i sentimenti né con il sesso o la quantità di esperienza.
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#6   20 Novembre 2007 - 21:32
 
sono sweeth, solo che il mio pc è andato in trip con un virus e mi collego da quello di mio marito...
volevo dirti che sono perfettamente d'accordo: l'erotismo esula da qualsiasi tipo di rapporto prettamente fisico, sta nell'idea, quindi in realtà si potrebbe anche essere soli e immaginare l'altro o una situazione particolare...ma forse stavolta l'ho detta grossa!...
utente anonimo

#7   21 Novembre 2007 - 08:04
 
Senza offesa, ragazze, stavolta non mi trovate d'accordo, mi sembra stiamo volando un po' alto.
L'erotismo con uno sconosciuto...mmm, no.
Un conto è una suggestione erotica, che posso sicuramente procurarmi da una lettura, da un film, da una poesia, da un pensiero, da una presenza, da un intuizione, in questo senso una presenza anche estranea, un profumo, puo' darmi il "la" per mille pensieri.

Ma non è questa la base del VERO erotismo, quello che porta ANCHE alla carnalità.

Il primo rimane un afflato ideale, solitario, personale, ma non si concretizza in un erotismo condiviso.

Sono due cose diverse, a mio avviso.
Bacio!
Roberta
utente anonimo

#8   21 Novembre 2007 - 10:47
 
Concordo in parte con Roberta e in parte con France (e te pareva!;) )
Nel senso che l'erotismo c'entra, a mio avviso, fino a un certo punto con le molteplici esperienze carnali. Di sicuro averne diverse aiuta ad acquisire una maggior sicurezza ed esperienza, quindi anche a scoprire e familiarizzare di più con il proprio corpo. è da lì che parte la base del vero erotismo. Dal mio corpo, da come lo percepisco mentre faccio l'amore o mentre fantastico su come sarebbe quando e se...
Non può esulare dai sentimenti o dal sesso, non è solo una condizione intellettuale. C'è un filo sottile che lega erotismo intellettuale e percezioni fisiche e quando queste due dimensioni riescono a fondersi insieme, arriva l'erotismo.
Quando Maryl Streep ha quella fantasia nella vasca, vive un momento di erotismo puro. Che però si corona con la realizzazione della fantasia.

Ah, Franca, ho letto "Mal di Pietre". Deludente, a mio parere.
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#9   21 Novembre 2007 - 14:15
 
Gente... ma voi leggete bene quello che scrivo... o cominciate già a pensare a quello che mi risponderete prima di finire? :-)
Per Roberta: non ho detto che l'erotismo si può avere con uno sconosciuto, ho scritto che "si può avere UN'ESPERIENZA di vero erotismo ANCHE con uno sconosciuto".
E per vero erotismo io intendo l'erotismo PURO. Quello che appunto come dice Laura, vive Meryl Streep nella vasca (guarda caso nei confronti di uno sconosciuto, perché lei il fotografo non può dire ancora di conoscerlo).
Guardate che l'ho specificato molto chiaramente nel mio post. Ho scritto che cosa chiaramente PER ME è il vero erotismo e lo ritengo un FATTO MENTALE.
Quella di cui voi parlate per me è LA VERA CARNALITA'. E non la contesto. Ma per me è un altro discorso.
Ci siamo completamente capite, ora? :-)
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