L'ultimo film con Hugh Grant uscito in Italia è "Scrivimi una canzone". Commedia romantica con venature musicali che in originale si intitola "Music & Lyrics". Musica e parole.
Infatti tra Alex (Hugh Grant) e Sophie (la protagonista femminile, interpretata da Drew Barrymore) avviene un interessante dialogo proprio sul binomio musica/parole. Lui sostiene che in un brano ciò che conta è soprattutto la melodia. Ma Sophie non è d'accordo. "La melodia è come quando incontri una persona la prima volta, è attrazione, sesso. Ma poi la conosci meglio, conosci com'è, quello che ha dentro. Quelle sono le parole. E' l'insieme delle due cose che crea la magia".
Un concetto semplice, in un film semplice.
Però il più delle volte la verità è proprio questo. Semplice.
Di solito, se ci scervelliamo troppo a trovare una ragione o un motivo, significa che vogliamo trovare la verità dove non c'è.
Concordo con l'idea. Non basta la sola melodia. Non bastano le sole parole. Deve esserci un equilibrio.
E' questo equilibrio che mi interessa. Un buon ritmo. E un buon testo. Il testo, in particolare. Ultimamente incontro solo pagine bianche e vuote.
Sembra che nessuno si curi più di avere qualcosa da dire.
Di citazione in citazione, rimbalziamo sulla tv americana e su un episodio della bellissima terza stagione di "Bones". Uno dei protagonisti principali, Seeley Booth, parla della differenza tra fare sesso e fare l'amore: "Tutti noi siamo fondamentalmente soli, creature separate che girano le une intorno alle altre, alla ricerca del minimo indizio di una reale connessione. Alcuni cercano nel posto sbagliato, altri si rassegnano perché nelle loro menti pensano "Oh, non c'è nessuno là fuori per me". Ma tutti noi continuiamo a provarci. Ancora ed ancora. Perché? Perché una volta ogni tanto - una volta ogni tanto - due persone si incontrano e c'è questa scintilla. E sì, magari lui è attraente, lei è bella e forse vedono solo questo all'inizio. Ma è facendo l'amore - facendo l'amore - che due persone diventano una".
La coprotagonista, Temperance Brennan, ribatte: "E' scientificamente impossibile, per due oggetti, occupare il medesimo spazio".
Lui replica: "Sì, ma quel che è importante, è che noi ci proviamo. E quando lo facciamo nella maniera giusta, noi ci andiamo vicini".
"A cosa?", chiede Temperance. "A superare le leggi della fisica?".
"Sì", conferma Seeley. "Un miracolo".
Questo dialogo ha dato vita a lunghe discussioni tra i fans. In molti lo hanno definito melenso ed irreale. Forse perché, come mi ha detto qualcun altro, il sesso è la forma più diffusa e facile di comunicazione. Quasi scontata. Spesso - troppo spesso - disgiunta da un vero rapporto emotivo. E sentirlo descrivere così, addirittura come un miracolo... beh, immagino che suoni fantascientifico.
Già. Ma andatelo a dire a due persone che si amano davvero.
Ogni tanto capita ancora.
E secondo me è veramente un miracolo.
Altra citazione, questa volta da un racconto.
Lo ha scritto una mia amica, Anna. Si intitola "La principessa con gli occhiali" e racconta di una ragazza che pensava di non volersi innamorare. Ed invece si innamora, di un uomo che capita nella sua vita all'improvviso. Un uomo che non è quello che sembra, che non potrà rimanere. Eppure le regalerà, nonostante tutto, una nuova consapevolezza di se stessa e della vita.
Bella storia, complimenti Anna.
Nel racconto viene citato un passaggio del controverso film "Vi presento Joe Black", con Brad Pitt ed Anthony Hopkins, dove la Morte, in "vacanza" fra noi mortali, finiva con l'innamorarsi. All'inizio, parlando con la figlia, il personaggio di Anthony Hopkins diceva: "Voglio che qualcuno ti travolga, voglio che leviti, voglio che tu canti con rapimento e danzi come un derviscio. Abbi una felicità delirante, o almeno non respingerla.
Lo so che ti suona smielato, ma l'amore è passione, ossessione, qualcuno senza cui non vivi. Io ti dico buttati a capofitto, trova qualcuno da amare alla follia e che ti ami alla stessa maniera. Come trovarlo?
Beh, dimentica il cervello e ascolta il cuore.
Perché la verità è che non ha senso vivere, se manca questo.
Fare il viaggio e non innamorarsi profondamente equivale a non vivere.
Ma devi tentare, perché se non hai tentato, non hai mai vissuto".
Eccessivo?
Sì. Rifuggo dall'idea dell'ossessione e la follia è auspicabile e bella solo fino ad un certo punto. La felicità delirante... beh, personalmente mi accontenterei anche di una felicità serena. Il delirio non è indispensabile. Però...
Però, in un'altra misura, concordo. Fare il "viaggio" e non innamorarsi davvero è viaggiare solo a metà. E' una beffa.
Cosa volevo dire con queste citazioni sparse?
Che sono belle ma tristi. Oggi come oggi.
Oggi come oggi, vai là fuori cercando qualcuno da cui ascoltare una bella melodia e un testo significativo e... ti ritrovi con la suoneria di un cellulare. Un surrogato musicale. Se ti abboni, te ne arriva pure uno nuovo al giorno. Tanto per non annoiarsi.
Oggi come oggi, sei preso più sul serio se scopi e ti ridono in faccia se preferisci fare semplicemente l'amore.
Oggi come oggi la felicità delirante è una barzelletta hollywoodiana e il concetto di "sogno" viene applicato agli sconosciuti che incontri in chat. Se non ti vedo e ti incornicio in un avatar allora sì che tutto diventa magico.
Che fare?
Adeguarsi? Ribellarsi?
Del resto l'hanno confermato anche a Zelig, la scorsa settimana.
"Come hai potuto pensare di andare con un'altra mentre stavi con me?".
"Cara, è la globalizzazione".
