... anche se questo mi provoca crisi d'identità come scrittrice... Perché si presume che con il mezzo scritto dovrei risultare maggiormente comprensibile ed invece a quanto pare non lo sono. Eppure a me sembrava di essere stata chiara.
Roberta scrive:
L'erotismo con uno sconosciuto...mmm, no.
Un conto è una suggestione erotica, che posso sicuramente procurarmi da una lettura, da un film, da una poesia, da un pensiero, da una presenza, da un intuizione, in questo senso una presenza anche estranea, un profumo, puo' darmi il "la" per mille pensieri.
Ma non è questa la base del VERO erotismo, quello che porta ANCHE alla carnalità.
Un momento, Roberta. Che il vero erotismo sia solo quello che porta anche alla carnalità è la tua opinione. Non la mia. Era questo il punto del mio post. Molto chiaramente, (andare a rileggere per credere), ho preso spunto dalla tua conversazione con quel ragazzo e mi sono chiesta "cos'è il vero erotismo? Passa per il corpo o per la mente? Quel ragazzo parlava di erotismo o invece di carnalità?"
E ho dato la MIA risposta. Ho scritto ciò che il vero erotismo è per me. E per me il vero erotismo è l'erotismo puro, non l'erotismo carnale che io classifico appunto come tale, carnalità.
Quindi la suggestione erotica può non essere la base del vero erotismo per te - e non lo contesto - ma lo è per me.
Il primo rimane un afflato ideale, solitario, personale, ma non si concretizza in un erotismo condiviso.
E chi lo ha detto?
Non è detto che una suggestione erotica nei confronti di uno sconosciuto non possa portare ad una carnalità condivisa con lo stesso. L'attrazione fisica - e la possibilità quindi di pure suggestioni erotiche - conduce spesso alla conoscenza e quindi alla carnalità. Un sacco di racconti erotici, di film, di libri (anche di molte storie che hai scritto tu stessa) iniziano proprio con un istante di pura suggestione erotica tra due sconosciuti. Non a caso la scena di "I ponti di Madison County" coinvolge due perfetti sconosciuti, carnalità successiva compresa.
Laura scrive poi:
Nel senso che l'erotismo c'entra, a mio avviso, fino a un certo punto con le molteplici esperienze carnali. Di sicuro averne diverse aiuta ad acquisire una maggior sicurezza ed esperienza, quindi anche a scoprire e familiarizzare di più con il proprio corpo. è da lì che parte la base del vero erotismo. Dal mio corpo, da come lo percepisco mentre faccio l'amore o mentre fantastico su come sarebbe quando e se...
Dipende dai punti di vista. Può valere per te, ma non per me. Per quanto io manchi di esperienza, mi conosco molto bene e so che l'eccitazione per me è molto cerebrale. Familiarizzare con il mio corpo mi può aiutare a livello tecnico, ma se l'erotismo non si accende nella mia testa intellettualmente farò solo una buona, perfetta ginnastica e di erotico non ci sarà niente. Quindi come vedi, la base del vero erotismo per me è molto diversa dalla tua.
Non può esulare dai sentimenti o dal sesso, non è solo una condizione intellettuale. C'è un filo sottile che lega erotismo intellettuale e percezioni fisiche e quando queste due dimensioni riescono a fondersi insieme, arriva l'erotismo.
No. Arriva la carnalità. Per me il vero erotismo è tutto ciò che viene prima. Nel momento in cui si passa al concreto, si passa al carnale e al sessuale.
Quando Meryl Streep ha quella fantasia nella vasca, vive un momento di erotismo puro. Che però si corona con la realizzazione della fantasia.
Esatto. E' quello che intendevo. Prima lei sperimenta l'erotismo puro e poi lo realizza nella vera carnalità.
Ognuno chiaramente è libero di vedere il vero erotismo dove e come lo vuole.
Io vi ho semplicemente dove e come lo intendo io.
Spero d'essermi spiegata, questa volta.
Mi aggancio a qualcosa che ha scritto Roberta nel suo blog:
"Questa settimana ho avuto un'interessante discussione sull'eros con
un uomo intelligente che mi ha detto che per conoscere davvero
l'erotismo bisogna davvero conoscere molti corpi, che uno o due o
anche tre non bastano".
Uhmm... Uhmm... Uhm...
Con tutto il rispetto per il signore intelligente in questione, che io non conosco, non sono per niente d'accordo con lui. Credo che in ciò che ha affermato ci sia un grosso errore concettuale. Ovvero l'accostamento delle parole "vero erotismo" alla parola "corpi". Questo è un controsenso.
E spiego perché.
Non metto in dubbio che conoscere molti corpi renda molto esperti nel sesso. Nella sua accezione fisiologica, tecnica, pratica. Se io ho molte relazioni sessuali con diversi uomini, sperimenterò misure e prestazioni diverse, tempi di durata diversi, tanti modi di eccitarsi, atteggiamenti svariati nel prima, nel durante e nel dopo, nelle fantasie. Ecc.
Per cui non metto in dubbio che questo signore, se veramente ha avuto l'opportunità di conoscere molti corpi, ne sappia parecchio davvero di sesso.
Tanto di cappello.
Ma è questo il vero erotismo?
Ovvero l'erotismo passa per il corpo... o piuttosto passa soprattutto per la mente?
Il signore più che di erotismo stava secondo me parlando di carnalità.
Ho sempre pensato infatti che l'erotismo, quello vero, sia un puro fatto mentale, che poco abbia a che fare con l'attività sessuale. Non a caso esiste una netta distinzione tra erotismo e pornografia.
E trovo un tantino discriminante che secondo taluni modi di pensare il vero erotismo possa essere pane solo per coloro che hanno la fortuna (o la superficialità in alcuni casi) di sperimentare molti letti.
L'erotismo per me è un'idea, un modo di pensare, di guardare, di sentire, di percepire gli altri. L'erotismo sta in un modo di camminare, in un gesto, in un tono di voce, nell'intenzione dietro una carezza, nella seduzione che traspare dalle caratteristiche uniche dell'altro.
Davvero per capire questo è necessario sperimentare molti corpi?
Rammento una scena molto bella di uno dei film che preferiva mia madre, "I Ponti di Madison County". Conoscete la storia?
Meryl Streep interpreta una casalinga di origine italiana sposata da tempo con un agricoltore della profonda America rurale. Hanno due figli adolescenti. Lui è stato probabilmente il suo unico fidanzato. Insomma questa donna è un chiaro esempio di persona che l'amico di Roberta definirebbe impossibilitata a conoscere il vero erotismo, giusto?
Beh, accade che la famiglia di questa tranquilla casalinga parte per una fiera del bestiame. Staranno via cinque giorni. E in questi giorni, lei incontra per caso un fotografo del National Geografic. Lui è da quelle parti per fotografare i famosi ponti coperti della zona. E... sì, insomma, la natura fa il suo corso e la tranquilla casalinga trascorre cinque giorni parecchio interessanti.
Pensate che ora io scriva che con questo amante lei ha finalmente scoperto il vero erotismo?
No. Non è questo il punto.
Penso ad una singola scena. Accade prima che loro abbiano "consumato". Lei fa il bagno nella vasca dove poco prima lui ha fatto la doccia. E' stesa nel bagnoschiuma e osserva pigramente le gocce che ancora cadono lente dalla doccia. E...
"Realizzai che lui era stato lì, solo pochi minuti prima. Stavo stesa nell'acqua che era scivolata lungo il suo corpo e trovai questo intensamente erotico".
Già. Ecco qua la risposta. Ecco quello che intendo.
Ecco dove io e l'amico di Roberta divergiamo completamente.
Ecco che la tranquilla casalinga, nonostante abbia conosciuto in quel momento solo un corpo, vive un momento di puro, totale, intenso erotismo.
Perché è proprio questo. L'idea, la sensazione, la fantasia, l'aspettativa, l'intenzione, il brivido. La mente che si eccita. Che si prepara alla carnalità. Che si educa al desiderio.
Me lo chiedo perciò un'altra volta e lo chiede anche a voi: occorre davvero conoscere tanti corpi per conoscere l'erotismo?
Gente, faccio prima a rispondere con un altro post, piuttosto che con un controcommento papiro. 
Dunque... Sia Francesca che Roberta mi hanno citato l'amore universale. Perfetto. Concordo. Mai detto che non ci siano molte, diverse, forme d'amore a questo mondo, ma, consentitemi la precisazione, la mia riflessione era proprio su UN tipo d'amore, cioé quello tra uomo e donna (o uomo/uomo e donna/donna, insomma erotico/sentimentale). Non parlavo di amore in generale. Non a caso, le citazioni, dal film con Hugh Grant, passando per Bones sino Joe Black, si riferivano proprio all'amore in quel senso.
Roberta, subito dopo aver scritto che il futuro della relazioni è destinato ad estendersi oltre il semplice rapporto uomo/donna, ha aggiunto: "Tu mi dirai, ste palle, Robe', io d'amore sono piena, per te, la tua famiglia, gli altri amici, mio padre, i miei animali, ma vorrei anche l'altro amore, quello bruciante per un UOMO. "
Ehm... cosa devo replicare se non che ti sei risposta da sola? 
Onestamente io sono 35 ANNI che, precorrendo i tempi, vivo l'amore "oltre il solco uomo/donna". Sono tutta piena d'amore universale. C'ho i cuoricini che fanno "bum bum" e mi galleggiano intorno da mattina a sera, ma...
... resta il fatto che quando la notte vado a dormire in un letto singolo, beh, dell'amore universale, con tutto il rispetto, me ne faccio ben poco.
Scherzi a parte, non rinnego nulla dell'amore che ho intorno e sono contenta di averlo. Ma serve anche l'ALTRO amore. Fosse anche solo per un breve periodo nella vita. Serve.
Stare lì a dirsi che però si ha comunque l'amore di amici e partenti mi suona come una scusa comoda, dietro cui nascondersi, come la volpe che non poteva arrivare all'uva. Ammettiamo ciò che ci manca e ciò di cui abbiamo bisogno. Siamo onesti e sinceri.
A me manca un uomo. Lo ammetto serenamente. E' inutile che stia lì a cantarmela e suonarmela da sola andando in giro a raccontare che no, dopotutto è tutto molto bello e va tutto molto bene ed io sono felice della mia vita al 100%.
Sarebbe, scusate la volgarità, una cazzata.
La mia vita mi piace, ma non completamente. E il motivo è che non ho mai avuto una storia d'amore. E mi ribello all'idea di dover chiudere il mio percorso senza mai averne avuta una. Meglio ammetterlo.
Dire pane al pane e vino al vino.
Altre due precisazioni.
Sempre Roberta dice: "E c'hai ragione figlia mia, ma credo che l'unica strada per trovarlo sia...metterlo da parte. E non leggerlo come l'ennesimo consiglio sbolso da posta del cuore ("troverai il principe azzurro quando meno te lo aspetti!!") bensì come un invito, non tanto a te, quanto alle persone in generale,a tutti quelli, anche a tanti maschietti, che mi scrivono con gli stessi tuoi interrogativi, "Ma esistono ancora persone sincere capaci di amare?!", a mettersi in gioco nella vita reale, in quella vera, facendo altro, vivendo semplicemente, partecipando, rifiutando la logica del supermercato.
Comportandosi serenamente e dignitosamente, campando di quelle altre forme d'amore piuttosto che accettando surrogati."
Qui, ora "figlia mia" lo dico io. E c'aggiungo anche tesoro santo.
Allora, Robé, figlia mia, tesoro santo, io, lo ribadisco, sono 35 ANNI che mi metto in gioco nella vita reale, che mi comporto serenamente e dignitosamente, facendo altro. E intanto, a furia di fare dell'altro, il tempo sta passando e non cambia assolutamente una mazza. Per cui non è che lo prenda come il solito consiglio da posta del cuore, ma ormai è un consiglio che non mi aiuta... E' una vita che lo applico e non m'ha portato da nessuna parte.
Ed è ovvio che rifiuto la logica del supermercato. Non ce l'ho nei geni. Però...
Come si fa a salvarsi da questa logica, se è l'unica che impera dovunque?
Rassegnandosi alla solitudine eterna?
E' una risposta che non mi piace.
L'altra precisazione è per Francesca che dice: " e cmq è vero quello che dice hopkins, l'amore è follia, delirio, almeno all'inizio è così, poi si trasforma nella serenità a cui aspiri tu, ma prima devi per forza passare attraverso le altre tappe che forse ti spaventano..."
No, non è una questione di paura. E' solo puro pragmatismo.
A parte che, quando si parla di delirio e passione, i più ti guardano come a dire "ciccia, pure tu, ma che pretendi? Harmony Destiny? Vola bassa, và...", diciamo che sono abbastanza consapevole del fatto che l'amore delirante non capita a tutti ed onestamente mi basterebbe molto meno.
Non ti fare ingannare da "La donna in catene". Quella aveva un'atmosfera "mitica" perché raccontava di due amanti "mitici", ma io appartengo più alla categoria delle fan fiction su Booth e Brennan. Grande intesa fisica ed emotiva, ma nessun roboante delirio. Tutto molto semplice.
Io ho sempre visto l'amore proprio nella semplicità. L'amore è fare le solite cose banali con qualcuno che facendole insieme a te le rende significative. Come mangiare un gelato sotto un ombrello o prendersi per mano nella folla, nel finale di "Dove si incontrano gli amanti". Come Liam e Fred, che durante il week end al mare, escono e si mangiano un panino su una panchina, anche se sono vestiti eleganti. O persino gli stessi Angel e Chains che, nel quarto atto, si limitano a bere vino guardando Los Angeles di notte.
Quando sei stata senza certe emozioni per tutta la vita, ti basta molto poco, alla fine, per viverle. Soltanto un uomo con cui ti piaccia sinceramente stare e a cui piaccia stare sinceramente con te. Tutto qui.
Ma oggi come oggi, come sottolineavo nell'altro post, trovarlo sembra più difficile che rintracciare Atlantide.
Già. Ogni tanto anche le "vecchie carrette" vanno dal meccanico a farsi un po' lustrare con la cera... Così oggi sono andata a farmi coccolare dal parrucchiere. Ora sono la versione casalinga e simil-uglybettiana di Valentina. O, per chi seguiva AtS, sono la bozza a matita di Cordelia sul finale della seconda stagione.
Miglioramenti?
Sembro un po' più giovane. E se potessi indossare un vestito elegante per una sera speciale, probabilmente, con qualche sforzo di fantasia, potrei anche sembrare più sexy...
In soldoni non è cambiato molto: mi hanno imbiancata e intonacata un po', ma resto ancora una casa in attesa di compratori.
L'ultimo film con Hugh Grant uscito in Italia è "Scrivimi una canzone". Commedia romantica con venature musicali che in originale si intitola "Music & Lyrics". Musica e parole.
Infatti tra Alex (Hugh Grant) e Sophie (la protagonista femminile, interpretata da Drew Barrymore) avviene un interessante dialogo proprio sul binomio musica/parole. Lui sostiene che in un brano ciò che conta è soprattutto la melodia. Ma Sophie non è d'accordo. "La melodia è come quando incontri una persona la prima volta, è attrazione, sesso. Ma poi la conosci meglio, conosci com'è, quello che ha dentro. Quelle sono le parole. E' l'insieme delle due cose che crea la magia".
Un concetto semplice, in un film semplice.
Però il più delle volte la verità è proprio questo. Semplice.
Di solito, se ci scervelliamo troppo a trovare una ragione o un motivo, significa che vogliamo trovare la verità dove non c'è.
Concordo con l'idea. Non basta la sola melodia. Non bastano le sole parole. Deve esserci un equilibrio.
E' questo equilibrio che mi interessa. Un buon ritmo. E un buon testo. Il testo, in particolare. Ultimamente incontro solo pagine bianche e vuote.
Sembra che nessuno si curi più di avere qualcosa da dire.
Di citazione in citazione, rimbalziamo sulla tv americana e su un episodio della bellissima terza stagione di "Bones". Uno dei protagonisti principali, Seeley Booth, parla della differenza tra fare sesso e fare l'amore: "Tutti noi siamo fondamentalmente soli, creature separate che girano le une intorno alle altre, alla ricerca del minimo indizio di una reale connessione. Alcuni cercano nel posto sbagliato, altri si rassegnano perché nelle loro menti pensano "Oh, non c'è nessuno là fuori per me". Ma tutti noi continuiamo a provarci. Ancora ed ancora. Perché? Perché una volta ogni tanto - una volta ogni tanto - due persone si incontrano e c'è questa scintilla. E sì, magari lui è attraente, lei è bella e forse vedono solo questo all'inizio. Ma è facendo l'amore - facendo l'amore - che due persone diventano una".
La coprotagonista, Temperance Brennan, ribatte: "E' scientificamente impossibile, per due oggetti, occupare il medesimo spazio".
Lui replica: "Sì, ma quel che è importante, è che noi ci proviamo. E quando lo facciamo nella maniera giusta, noi ci andiamo vicini".
"A cosa?", chiede Temperance. "A superare le leggi della fisica?".
"Sì", conferma Seeley. "Un miracolo".
Questo dialogo ha dato vita a lunghe discussioni tra i fans. In molti lo hanno definito melenso ed irreale. Forse perché, come mi ha detto qualcun altro, il sesso è la forma più diffusa e facile di comunicazione. Quasi scontata. Spesso - troppo spesso - disgiunta da un vero rapporto emotivo. E sentirlo descrivere così, addirittura come un miracolo... beh, immagino che suoni fantascientifico.
Già. Ma andatelo a dire a due persone che si amano davvero.
Ogni tanto capita ancora.
E secondo me è veramente un miracolo.
Altra citazione, questa volta da un racconto.
Lo ha scritto una mia amica, Anna. Si intitola "La principessa con gli occhiali" e racconta di una ragazza che pensava di non volersi innamorare. Ed invece si innamora, di un uomo che capita nella sua vita all'improvviso. Un uomo che non è quello che sembra, che non potrà rimanere. Eppure le regalerà, nonostante tutto, una nuova consapevolezza di se stessa e della vita.
Bella storia, complimenti Anna.
Nel racconto viene citato un passaggio del controverso film "Vi presento Joe Black", con Brad Pitt ed Anthony Hopkins, dove la Morte, in "vacanza" fra noi mortali, finiva con l'innamorarsi. All'inizio, parlando con la figlia, il personaggio di Anthony Hopkins diceva: "Voglio che qualcuno ti travolga, voglio che leviti, voglio che tu canti con rapimento e danzi come un derviscio. Abbi una felicità delirante, o almeno non respingerla.
Lo so che ti suona smielato, ma l'amore è passione, ossessione, qualcuno senza cui non vivi. Io ti dico buttati a capofitto, trova qualcuno da amare alla follia e che ti ami alla stessa maniera. Come trovarlo?
Beh, dimentica il cervello e ascolta il cuore.
Perché la verità è che non ha senso vivere, se manca questo.
Fare il viaggio e non innamorarsi profondamente equivale a non vivere.
Ma devi tentare, perché se non hai tentato, non hai mai vissuto".
Eccessivo?
Sì. Rifuggo dall'idea dell'ossessione e la follia è auspicabile e bella solo fino ad un certo punto. La felicità delirante... beh, personalmente mi accontenterei anche di una felicità serena. Il delirio non è indispensabile. Però...
Però, in un'altra misura, concordo. Fare il "viaggio" e non innamorarsi davvero è viaggiare solo a metà. E' una beffa.
Cosa volevo dire con queste citazioni sparse?
Che sono belle ma tristi. Oggi come oggi.
Oggi come oggi, vai là fuori cercando qualcuno da cui ascoltare una bella melodia e un testo significativo e... ti ritrovi con la suoneria di un cellulare. Un surrogato musicale. Se ti abboni, te ne arriva pure uno nuovo al giorno. Tanto per non annoiarsi.
Oggi come oggi, sei preso più sul serio se scopi e ti ridono in faccia se preferisci fare semplicemente l'amore.
Oggi come oggi la felicità delirante è una barzelletta hollywoodiana e il concetto di "sogno" viene applicato agli sconosciuti che incontri in chat. Se non ti vedo e ti incornicio in un avatar allora sì che tutto diventa magico.
Che fare?
Adeguarsi? Ribellarsi?
Del resto l'hanno confermato anche a Zelig, la scorsa settimana.
"Come hai potuto pensare di andare con un'altra mentre stavi con me?".
"Cara, è la globalizzazione".
... ogni tanto devono cambiare look e rinnovarsi. 
Scusate se non mi sono fatta sentire per un po'. Fanfictions, video e gli aggiornamenti del sito mi hanno tenuta impegnata e poi stavo meditando su alcune riflessioni da riunire in un unico post.
Papiro che arriverà presto su questi schermi. 