The diary of Tendresse

Diario dell'ultima delle romantiche. O della prima delle ciniche. Dipende dai giorni.
domenica, 30 settembre 2007

Il cinema che fa tremare il cuore

Io sono probabilmente una delle poche donne a questo mondo (forse l'unica) che appena poche ore prima di uscire con un uomo... se ne va al cinema per i fatti suoi.

Già.

E che oltretutto finisce per vedere un film che la fa tremare. Nel senso buono, s'intende.

Poco tempo fa, parlando di "Il dottor Zivago" e "La figlia di Ryan", Roberta mi disse che un certo tipo di cinema, con il senso dell'epico e della tragedia, dei grandi scenari, al giorno d'oggi non si fa più.

Da oggi posso dirle che non è vero. Uno c'è. Perlomeno dal mio punto di vista.

Ed è "Espiazione".

Sono andata a vederlo letteralmente "vergine". Nel senso che non ne sapevo nulla. Ne avevo sentito parlare solo al telegiornale, in occasione della Mostra di Venezia, come di un film emozionante in cui Vanessa Redgrave aveva un'unica scena ma fenomenale. Per qualche oscuro motivo, il titolo mi attirava ed anche la locandina. Non so, era scattato un feeling inconscio...

Ed è stato decisamente meglio così. Credo che "Espiazione" si veda molto meglio ignorandone la trama. E' uno strano film, costruito su piani temporali diversi, con rimandi e controrimandi, in cui forse puoi lasciarti trascinare solo se sei curioso di capire, di comprendere ciò che non ti spieghi.

Non voglio parlare della trama, infatti. Ne rovinerei la scoperta a chi vuole vederlo.

Posso citare le righe di presentazione che gli ha dedicato il Mensile CIAK.

Da un libro potente, un film potente

Confermo. Il film è tratto dall'omonimo libro di Ian McEwan ed è... potente, sì. Ti prende a pugni le emozioni ed esci dal cinema ammaccato.

Amore e guerra

Che può sembrare un binomio banale, ormai. E invece qui c'è proprio quella qualità epica alla Zivago, con la differenza che qui ci sono anche la carne e il sangue. Zivago era più freddo, questo film ha un cuore che ti batte nelle orecchie, una storia d'amore erotica ed insieme tenera. E una guerra dove non ci sono battaglie, ma solo la stanca, funerea desolazione che si lasciano dietro.

Un finale insospettabile

Ehm... Purtroppo devo ammettere che - forse complice il mio cervello avvezzo a costruire trame - non è stato affatto insospettabile per me. Quella frase... "Non sentirai più una parola da me". Non vi dico chi la dice, quando, perché, ma... a quella frase ho capito. E tutto ciò che è accaduto dopo questa frase, l'ho visto con il beneficio del dubbio.

Quel vestito verde di Keira Knightley

Che per molti motivi non ti puoi scordare. Bellissimo. In grado di essere indossato solo da una donna magra quanto la Knightley e così perfetto per quello che succede quando lei lo indossa...

Qualche parola sui protagonisti.

Keira Knightley, appunto, è Cecilia Tallis. Un volto, il suo, persino troppo presente nella cinematografia attuale, ma qui l'ho amata particolarmente, con quella faccia e quel corpo plausibilissimi negli abiti e le pettinature degli anni 35/40.

Saoirse Ronan è Briony Tallis a tredici anni. Questa ragazzina è assolutamente intensa ed inquietante. Non mi scorderò i suoi primi piani per un bel po'.

Romola Garai è Briony a diciotto anni. A Roberta dico che era la protagonista di Dirty Dancing 2 e qui non riesce ad essere inquietante quanto la Ronan, ma rende bene il personaggio cresciuto.

Vanessa Redgrave è Briony anziana. Una sola scena, quasi tutta in primo piano. Quando si dice che un grande attore può fare un intero film anche con un'unica inquadratura. Quel primo piano è quello che ti assesta la martellata finale.

Brenda Blethyn è Grace Turner. Piccolo ruolo anche per lei, ma riesce sempre bene nel ruolo di madre e di donna comune.

Infine James McAvoy, che è Robbie Turner. Per chi ha visto "Le cronache di Narnia", McAvoy era il fauno. Chi se lo immaginava che sotto tutto quel trucco ci fosse costui? Intendiamoci, non è un "bello" nel classico senso del genere. Alto appena un metro e settanta, un visetto pulito e carino. Ma che occhi! E che sorriso! Che intensità! In una parola... che bravo! Non so se la seduzione che induce sia dovuta al fascino del personaggio o provenga da lui stesso... Dovrei vederlo in altri ruoli (in cui non sia un fauno possibilmente), però qui funziona. Funziona da dio.

Chiudo con il regista, Joe Wright (già autore del recente "Orgoglio e Pregiudizio" sempre con la Knightley e la Blethyn), che ha saputo confezionare un film visivamente bellissimo e sensuale, con inquadrature che sembrano uscite da quadri in movimento ed immagini di struggente splendore che si mescolano ad altre di orrore puro. Potrei farne un lungo elenco che ho ancora inciso nella mente, però credo che valga la pena di vederle e basta...

Cos'altro aggiungere?

Quando James McAvoy, l'attore protagonista, ha finito di leggere il libro da cui era tratta la scenaggiatura afferma che "ho pianto per ore. Ero furioso".

Posso capirlo.

E voi vi chiederete "ma perché dovrei vedere un film che mi farà piangere e arrabbiare?".

Perché, personalmente, a me non capita poi così spesso. Non veramente. Non con tutto il cuore. E a voi?

PS: quanto all'appuntamento... temo che, dato che Roberta non ha mai finito "Girl of Galway", il suo potere di avversarsi si sia già estinto...

postato da: Tendresse72 alle ore 23:53 | link | commenti (4) | commenti (4)
categorie: cinema
domenica, 23 settembre 2007

Il destino di Betty e Daniel

Oggi, sul nostro gruppo di Princes To The Noir, è comparso un interessante sondaggio, opera di Roberta. Riguarda il telefilm "Ugly Betty" e chiede che cosa dovrebbe accadere tra Betty e il suo capo, Daniel.

Digressione numero uno: mi piace molto "Ugly Betty", penso che comprerò i dvd, quando usciranno. E grazie ad esso ho rivalutato Eric Mabius (Daniel, appunto). L'avevo visto in 100.000 cose, finora, e non mi era mai piaciuto. Troppo insapore. Potere del personaggio, immagino. Daniel Meade è un personaggio alla Liam (paragone per gli addetti ai lavori) ed io non posso resistere ai personaggi alla Liam.

Digressione numero due: io ERO Betty!!!

Me ne sono dolorosamente resa conto sfogliando delle vecchie foto. Nell'increscioso biennio 1998-2000, in particolare. Ci sono alcune foto in cui potrei farmi passare per la sua sosia, se non fosse che non ho l'apparecchio per i denti. Ma il resto è identico. Stesso taglio di capelli, gli occhiali, stesso modo di vestire... ehm... alternativo... Forse pure qualche chilo in più di lei.

Intendiamoci, non è che ora mi sia trasformata in chissà quale beltà... Diciamo che ora sono un incrocio tra Betty e sua sorella. Lì, a metà strada. E non fraintendetemi, Betty è adorabile. Ma perchè è la protagonista di un telefilm. Nella vita normale, se sei una "ugly" così... beh, uno come Daniel Meade non diventa amico tuo. Neanche se lavori per lui. Fidatevi di me.

Alla luce di quanto sopra, ecco le opzioni del test:

 

- Lei si innamorerà follemente di lui, ma per lui lei sarà sempre e solo una amica

Mamma mia, ma perché un'opzione così crudele?? E' come sparare sulla Croce Rossa o a un cavallo morto!!

Lui si innamorerà follemente di lei, ma per lei lui sarà sempre e solo un amico

Seee... e io sono la sorella gemella segreta di Angelina Jolie...

dopo pene e dolori e separazioni, alla settima stagione si innamoreranno follemente

Opzione allettante, forse anche probabile... ma per me, al momento, troppo remota. Per citare un altro telefilm che adoro - ovvero "Bones" - mentre tra la coppia Booth e Brennan è sempre stata insita una chiara vibe sessuale, o comunque una sfumatura di continuo "flirtaggio" che invita a volare con la mente verso speculazioni di questo tipo, ora come ora, tra Betty e Daniel percepisco solamente un puro affetto di stampo fraterno-amichevole. Non colgo vibrazioni romantico-sessuali. Ovviamente questa è la mia personale impressione.


avranno un bacio o un'avventura, ma deciderano congiuntamente di restare solo amici ed entrambi si innamoreranno di altre persone

No, ma per favore. I Daniel di questo mondo non hanno avventure con le Betty. E in questo caso sarebbe tanto più svilente per il loro rapporto, perché Betty andrebbe semplicemente ad ingrossare le fila delle ex botte e via di Daniel, perdendo la qualifica di speciale.


Betty vada a stendere, Daniel me lo sposo io!

Sposare Daniel Meade? No. E chi si fida di uno così? Sai che mal di fegato...


Resteranno sempre e solo amici

Ho scelto questa opzione. Ho visto solo una stagione (nemmeno tutta finora) e la settima, se ci sarà, è ancora troppo lontana. Al momento, la mia mente li vede proseguire e crescere come amici, aiutandosi l'un l'altro mentre hanno altre relazioni. E' vero che potrebbe essere credibile anche l'opzione innamoramento felice dopo anni, ma dovrebbero davvero cambiare tanto entrambi e la mia fantasia non si spinge tanto in là, per adesso.


 

 

 

postato da: Tendresse72 alle ore 19:48 | link | commenti (5) | commenti (5)
categorie: televisione
sabato, 22 settembre 2007

The Girl of Galway redux

L'anno scorso la mia amica Roberta iniziò una fanfiction au ispirata al Whedonverse (qui, chi non sa di cosa parlo, non capirà un tubo... In sintesi una storia ispirata ai telefilm con vampiri "Buffy" e "Angel", ma... senza vampiri - così non capite un tubo comunque ) dal titolo "Girl of Galway".

Complice il viaggio in Irlanda. L'idea le era venuta mentre io, lei e la nostra amica Paola siedevamo sul prato della cattedrale di St.Patrick. Ovvero creare un personaggio originale ispirato a me, che andava a lavorare come cameriera nel più bel pub di Temple Bar, il cuore della vita notturna di Dublino. E qui trovava quasi tutti i personaggi dell'Angelverse (Buffy e Faith che facevano le cameriere, Giles e Wesley - già!!!!- che facevano i baristi e -per chi lo conosce, vi prego sedetevi, inspirate ed espirate - Spike che faceva il cuoco e veniva da Parma ). Fra tutti, ovviamente, Angel, anzi Liam. Che sarebbe stato un "bouncer", ovvero un buttafuori del locale.

I bouncer irlandesi ci avevano colpite moltissimo. Tutti vestiti di nero e con gli auricolari. Si prendevano molto sul serio. Ed erano in genere begli uomini.

Per cui... non era forse un ruolo perfetto per Liam?

Sarebbe stato il capo, naturalmente (tra gli altri bouncer anche Lindsey - e se non ricordo male Gunn). E la camerierina mia alter ego si sarebbe presa altrettanto naturalmente una cotta per lui.

Mannaggia a Roberta, non l'ha mai finita.

Ma...

Ci credete se vi dico che oggi ho passato il pomeriggio seduta su un prato (non quello di st.Patrick), con un bel ragazzo alto e bruno (e quando dico alto, intendo alto... 1.98... ) che, di secondo lavoro, è capo della sicurezza dei vip nelle discoteche?

Eh, eh, vorrei credere che - come in parte è già successo in passato - la storia di Roberta sia in qualche modo profetica... Ma mi conoscete (e se non mi conoscete, vabbé... ), io sono una che resta con i piedi per terra.

So solo che oggi il tempo mi è volato e sono stata molto bene. E che spero di rivederlo.

Non posso però parlare per lui, per cui...

Lo sapremo solo vivendo, presumo.

Ah, dimenticavo... Perché ho messo questo post sotto la voce "fantascienza"?

Beh, non passavo un pomeriggio così da... uhm... dodici anni?

Ecco. Fate un po' voi...

postato da: Tendresse72 alle ore 19:20 | link | commenti (12) | commenti (12)
categorie: fantascienza
giovedì, 20 settembre 2007

Una disgrazia o un privilegio?

Certe volte ho attimi di sconforto.

Come stasera. Penso al prossimo, ennesimo appuntamento che so già (perché dovrebbe mai essere il contrario?) sarà fallimentare. E penso che all'ultimo dell'anno tra i miei bilanci avrò da contare il numero di incontri deludenti accumulato. Penso che non ho proprio speranza.

Poi penso alla scrittrice che ho visto in tv poco tempo fa, tale Milena Agus, se non erro. Il suo secondo libro, "Mal di pietre", ha collezionato premi e traduzioni all'estero. Io l'ho letto e non mi è piaciuto affatto. Si vede che non ho capito quello che hanno capito i critici. La storia aveva tutte le carte in regola per essere tra le mie preferite, ma non ho amato per nulla lo stile della Agus.

Comunque, più del suo libro, mi ha colpito ciò che ha detto quella sera in tv. Cioè che gli scrittori sono dei disgraziati.

E' vero che la scrittura offre un punto di vista diverso per comprendere meglio il mondo, ma, secondo lei, se uno scrive è in genere per fuggire da qualcosa, per sopperire ad una mancanza, per lenire una sofferenza. Insomma, per forza lo scrittore è uno con grossi problemi. Per questo scrive.

Se stesse bene, se fosse soddisfatto, non scriverebbe. Non ne avrebbe bisogno.

Quindi penso a una persona che mi ha contattata qualche giorno fa. Per dirmi che, con i miei racconti, le avevo riaperto la via dei sogni. Che le avevo ridato la voglia di scrivere, dopo sei o sette anni che non lo faceva più. Non solo. Questa voglia rinnovata si è tradotta nel bisogno di scrivere la propria storia personale, per capirsi meglio, per scavare nei propri ricordi più sopiti. E adesso io sto leggendo questa storia così intima.

Ho questo privilegio.

Di aver risvegliato la capacità di sognare di qualcuno.

E di poter ascoltare la sua storia. Una storia vera. E quindi unica.

Per cui stasera provo un po' meno sconforto. Forse non ho più speranza. Ma quantomeno riesco a risvegliare quella altrui.

Stasera penso anche che la signora Agus si sbaglia.

Gli scrittori non sono disgraziati.

Sono privilegiati. Possono donare qualcosa.

Fosse anche solo una lacrima versata su una riga in cui ci si riconosce.

postato da: Tendresse72 alle ore 00:08 | link | commenti (8) | commenti (8)
categorie: pensieri, scrivere
lunedì, 17 settembre 2007

Sapete perché la Barbie divorziata costa di più?

Salve, salve. Scusate l'assenza. Troppe cose da fare. Poco da dire. Ma oggi, sul blog della mia amica Roberta (che ora trovate anche nei link), ho letto una sua recensione di un film italiano (o quantomeno con cast italiano) e mi è venuta voglia di rilanciare.

Di norma io seguo molto poco il cinema italiano. Non che voglia fare la snob, ma sono molto più attratta dal cinema di lingua inglese, che sia americano, britannico o australiano. Non disdegno gli spagnoli, ma con moderazione. Cinema francese quasi niente.

Ma, vabbé, ora sto uscendo dal seminato. Dicevo... presto poca attenzione al cinema di casa nostra. Per i miei gusti, é troppo drammatico, in certi casi, troppo demenziale in altri. Con qualche fortunata eccezione, s'intende. Non mi è mai dispiaciuto Verdone. E ho amato "La finestra di fronte" e "Le fate ignoranti". Ma sono casi rari.

Tra questi casi rari - e spesso inaspettati - rientra il film di cui vi racconto. Iniziato a vedere per caso una sera d'agosto in seconda serata e poi letteralmente seguito a occhi spalancati sino alla fine. Ridendo da sola - e non mi capita di frequente.

Incredibile a dirsi mi ero imbattuta in una commedia rosa italiana che non sembrava affatto italiana. In altre parole era una tipica commedia rosa in stile anglo/americano, cammuffata da italiana. Ambientata a Milano. Ma poteva trattarsi tranquillamente di New York o Londra travestite. Idem per i quattro protagonisti. Che sono Maria, Lucia, Paolo e Antonio. Ma potrebbero serenamente chiamarsi Mary, Lucy, Paul e Anthony.

Forse mi è piaciuta tanto per questo.

Non aspettatevi chissà che. La trama non è delle più originali. Ma da appassionata di commedie romantiche, posso dire che quasi nessuna, anche tra quelle più riuscite, ha una trama originale. E' un po' il bello di queste storie. Comunque, eccola...

Abbiamo tre amici, cresciuti insieme. C'è Maria, bella, bionda, espansiva, attraente, la sua amica Lucia, bruna, meno bella e appariscente e più introversa e riflessiva. E Paolo, il ragazzino grasso, buffo e tenero. Che nonostante tutto e comunque piace tanto a Lucia.

Però gli anni passano, si cresce. Maria e Lucia tornano da una vacanza studio e... porca miseria, Paolo non è più grasso. Invero è un gran bel pezzo di ragazzo. Ed ovviamente... si mette con Maria. Naturale, no?

Il film inizia qualche anno dopo ancora. Paolo è avvocato, sta ancora con Maria che lavora in un atelier. Lucia è sempre loro amica e fa la pubblicitaria. Un giorno Paolo e Maria le annunciano che entro un paio di mesi si sposeranno.

Ingoiando il colpo al cuore, Lucia li segue ad una festa. E qui accade il fattaccio. Maria se ne va prima. Paolo e Lucia restano, si ubriacano un po'. E finiscono a letto insieme. E' una lunga notte di sesso appassionato. La mattina dopo Lucia si aspetta chissà che... e Paolo invece si aspetta che la cosa resti fra loro. Sostiene che era "inevitabile", che avevano sempre saputo che sarebbe successo, ma... è meglio che Maria ne resti all'oscuro.

Lucia è comprensibilmente affranta. E forse - se non fosse per una foto e per un dialogo avuto con Maria - non farebbe nulla, però... Ci sono appunto quella foto e quella conversazione. Maria è una tipa un po' naif, le piace il cinema orientale, l'opera, il teatro, inizia monologhi che non porta a termine, è vagamente "artista"... e vuole bene a Paolo, ma... insomma lui è uno che calcola quanto tempo impiega a spostarsi da un posto all'altro, tutto quadrato e in completo grigio. Si capisce che Maria si sta chiedendo se nella vita non potrebbe avere qualcosa di diverso, un uomo con i suoi stessi gusti, misterioso, affascinante, un tantino poeta...

L'uomo perfetto.

E allora Lucia si ritrova tra le mani quella foto, in ufficio. Di un attore, per un casting. Lo convoca, anche se con lo spot a cui sta lavorando (su un prodotto per la cellulite) non c'entra niente. E lo ingaggia. Gli propone di pagarlo, perché lui si trasformi nell'uomo perfetto per Maria e la induca a mandare a monte il matrimonio con Paolo.

Antonio, l'attore, che è squattrinato e costretto a vivere con l'ex marito della sorella, accetta. I soldi gli servono. E...

Devo continuare?

I clichè della commedia romantica ci sono tutti. Antonio si cala nella parte così bene che Maria davvero ci casca e se ne invaghisce. E Paolo ha continui ripensamenti e torna spesso da Lucia dicendo che non riesce a scordare la notte che hanno passato insieme (l'affiatamento, lo chiama lui). Solo che...

Solo che Lucia improvvisamente non è più così convinta... E se, con tutto il tempo che passa con lui, ad insegnargli la parte, avesse cominciato a trovare Antonio particolarmente simpatico?

Se l'uomo giusto, quello "perfetto" per lei, non fosse quello che ha inseguito per una vita, ma questo sconosciuto spuntato dal nulla, con la capacità di leggerle dentro?

C'è una scena bellissima - la mia preferita - in cui Antonio, provocato dal fatto che Lucia sottovaluti le sue capacità di seduttore, comincia ad elencarle tutto ciò che ha capito di lei, i suoi piccoli gesti, le sue insicurezze, il fatto che sia bella anche se cerca di nasconderlo e via così. Della serie allarme rosso: quest'uomo è pericoloso. Mi vede davvero.

Poi si ritrae, le chiede: "Non sono stato bravo?". Finge di aver recitato. Anche se tu che guardavi, hai compreso benissimo che era sincero.

C'è il lieto fine, ovvio. Altrimenti non sarebbe una commedia romantica. E non mi dilungo per non rovinare la visione a chi fosse interessato. Il titolo, se non si era capito, è "L'uomo perfetto". Gli attori sono tutti volti noti, televisivi soprattutto. Maria è Gabriella Pession, vista in mille fiction. Paolo è Giampaolo Morelli, idem.

Lucia è Francesca Inaudi, attualmente nel cast di "Distretto di polizia". Non bella, ma con quelle facce assimetriche a cui ti affezioni, dopo un po' che le guardi. E Antonio...

Ebbene sì, Antonio è Riccardo Scamarcio.

Ebbene sì perché io non sono una fan di Scamarcio. La "scamarcite" non è un virus che mi ha colpita.

Però sono una persona obbiettiva e quando devo dare a Cesare quel che è di Cesare, beh... glielo do. E in questo film Scamarcio mi è piaciuto. Forse complice il carisma naturale del personaggio (Antonio è assolutamente delizioso, impossibile non innamorarsene, non gli puoi resistere) è stato veramente bravo. E tanto divertente.

Menzione d'onore all'attore che interpreta l'ex marito della sorella di Antonio. Credo si chiami Giuseppe Battiston. Esilarante. Ha poche scene ma sublimi. Tipo quella (da qui il titolo del post) della Barbie divorziata.

"Lo sai perché la Barbie divorziata costa di più?", chiede ad un attonito Antonio. "Perché ha la macchina di Ken, la casa di Ken, gli asciugamani di Ken, la lavatrice di Ken...". Ecc. L'elenco è lungo. Ma giuro che mi sono piegata in due dalle risate.  Va visto!!!

E comunque tutti i personaggi di contorno (come in ogni buona commedia romantica americana o inglese) sono simpatici e ben delineati: i colleghi di Lucia (compreso il gay di turno), il suo capo, il tizio che conosce ad una festa e che comicamente continua ad incontrare in ogni bagno in cui entra...

E occhio ai titoli di coda. In quelli Scamarcio si merita un bacio in fronte.

Insomma, se avete voglia di un film romantico, divertente e molto dolce, ve lo consiglio.

Lucia docet: "E' buffo. Uno passa una vita ad inseguire un sogno e non sa che la sua isola felice è lì, a pochi passi".

Eh, già... La natura umana, no?

postato da: Tendresse72 alle ore 19:55 | link | commenti (11) | commenti (11)
categorie: cinema

Chi sono

Utente: Tendresse72
Sono una narratrice di storie, che ama far sognare chi ha voglia di ascoltarla. Se ci riesco, sogno un po' anch'io. Aspetto ancora chi sia capace di far sognare me.

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